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In un territorio posto tra 400 e 600 metri sul livello del mare contraddistinto da un clima mite ma non arido con significative escursioni termiche tra il giorno e la notte si estendono i 35 ettari di vigneto, su un totale di 50, di cui 2 destinati alla produzione di olio. È in questi terreni argillosi e calcarei che la famiglia Alessandro punta alla valorizzazione di varietà autoctone, come Nero d’Avola, Catarratto e Grillo, e di varietà internazionali come Syrah e Sauvignon Blanc che si sono ben adattate al territorio di Camporeale.
I metodi di allevamento privilegiano il sistema a spalliera con cordone speronato per le varietà a bacca rossa; per quelle a bacca bianca, invece, è stato scelto un sistema a spalliera allevato a Guyot.
Tutte le attività sulla vite sono condotte manualmente: dalla potatura verde, cimatura, defogliazione e diradamento dei grappoli, sino alla vendemmia. Tutto avviene seguendo i principi dell’agricoltura biologica e utilizzando piccoli ma importanti accorgimenti: dalle rose, preziose sentinelle che segnalano in anticipo gli eventuali attacchi di oidio, al sovescio, tecnica che consiste nell’impianto tra i filari di colture erbacee, quali le leguminose, principalmente al fine di favorire la fertilizzazione del terreno e preservarlo da fenomeni erosivi, alle misure a sostegno della biodiversità, come l’impianto di siepi e arbusti o la realizzazione di cumuli di pietre nelle vicinanze dei filari, che consentono l’insediamento di tanti organismi preziosi nel combattere gli attacchi parassitari.

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