fbpx

Questa masterclass che si terrà domenica 11 ottobre alle ore 16.30 presso la sala Facchinetti dei Chiostri di San Barnaba e che verrà trasmessa anche in live streaming ci condurrà in un emozionante viaggio tra alcune delle migliori espressioni regionali dei vini rossi del centro Italia. Sarà un itinerario che ci porterà dalle Marche al Lazio attraversando la verde Umbria e le dolci colline abruzzesi. Tanti territori, climi, tradizioni e vitigni diversi che ci mostreranno quanto il patrimonio vitivinicolo di questa parte del nostro Paese sia ampio ed eterogeneo.

Il nostro viaggio inizierà in Umbria, a Bevagna, un luogo incontaminato e di grande bellezza, dove andremo alla scoperta del Pomontino 2018 dell’azienda Tenuta Bellafonte. Il vino proposto è un Montefalco Rosso Doc, un blend di Sangiovese e Sagrantino appena premiato come “Vino Slow” dalla Guida Slow Wine. L’azienda possiede 11 ettari che si adagiano ad un’altitudine di circa 300 metri sul livello del mare. Intorno boschi, uliveti e piante da frutto. Una curiosità: il nome dell’azienda è stato creato scomponendo il nome di origine tedesca della nostra famiglia: “Heil” che significa benessere, bellezza in senso lato e “Bron”, fonte…da qui Bellafonte!

Il secondo vino che andremo a degustare sarà il Cesanese 2017 dell’azienda Omina Romana. L’azienda di Velletri (Roma) nasce nel 2007 con l’idea precisa di esprimere attraverso i suoi prodotti le qualità intrinseche di questo territorio, colline vulcaniche ricche di minerali a 200 metri sul livello del mare che subiscono le benefiche influenze del Mar Tirreno a 25 km di distanza e regalano vini dai profumi intensi e complessi. La zona di   produzione è molto antica, già gli antichi latini avevano compreso le grandi potenzialità di queste terre. Anche qui una piccola curiosità: Il nome “Omnia” per gli antichi romani era la chiave di volta di una buona annata per i raccolti: rappresentava il favore degli dèi e i “buoni presagi”.

Continueremo con il Castello di Semivicoli Terre di Chieti Igt 2017 dell’azienda Masciarelli, una delle realtà più interessanti del panorama vitivinicolo abruzzese. Questo vino rappresenta una sorta di sincretismo enologico tra il vitigno principe della regione, il Montepulciano d’Abruzzo, e due vitigni internazionali il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Cuore pulsante dell’azienda è San Martino sulla Marrucina, in provincia di Chieti. L’azienda Masciarelli nacque sul finire degli anni 70 dall’intuito di Gianni Masciarelli e oggi è guidata da Marina Cvetic Masciarelli.  L’azienda è molto attenta alla ecosostenibilità ed è profondamente radicata nel territorio. Una curiosità: Il Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” di Masciarelli è stato il primo Montepulciano in assoluto a diventare Miglior Vino d’Italia Gambero rosso.

Altra regione, altro blend davvero interessante. In questo caso torniamo nel Lazio e ci fermeremo ad assaporare il Mater matuta Lazio igt 2016 di Casale del Giglio. Sapiente blend di Syrah e Petit Verdot. La Cantina si trova a Le Ferriere, Aprilia, in provincia di Latina ed è protagonista insieme a importanti protagonisti del mondo enologico come il Prof Scienza dell’Università di Milano di un progetto di ricerca e sviluppo in ambito vitivinicolo che ha portato nel 1990 all’autorizzazione da parte della Comunità europea alla coltivazione in provincia di Latina di vitigni raccomandati come lo Chardonnay, il Sauvignon, il Syrah, il Petit Verdot e il Cabernet Sauvignon. Gli ettari posseduti sono 180 e i vini prodotti sono 23.
Per chi si chiedesse da dove ha origine il nome di questo vino l’arcano è presto svelato: l’azienda accanto all’attività principale segue il progetto archeologico Satricum che hanno portato all’individuazione tra Aprilia e Latina della “Via Sacra” che conduceva al Tempio della “Mater Matuta” dea romana della fertilità. Qui fu rinvenuto un calice in ceramica risalente al V secolo A.C.

Ultimo vino in programma, last but not least, il Robbione 2013 della Cantina Terre di Serrapetrona. Siamo nelle Marche, nel cuore di questa regione. L’azienda, che si impegna proprio a valorizzare questo vitigno autoctono, si estende per 60 ettari di cui 20 riservati alla viticoltura e proprio l’80% delle viti sono di Vernaccia nera. Ci troviamo ai piedi del Parco nazionale dei monti sibillini a circa 500 metri di altitudine con un clima che naturalmente ha delle importanti escursioni termiche tra giorno e notte. La zona interessata dalla coltivazione di queste uve si estende per un’area ristretta: solo 37 km² intorno al Comune di Serrapetrona e questo vitigno era noto sin dall’epoca della centuriazione romana.

Allora, pronti a seguirci in questo percorso?

LINK ALLA MASTERCLASS DAL VIVO

Nel caso i posti per la degustazione siano esauriti, ti invitiamo a scrivere ad info@fermentomilano.it per essere inserito nella lista d’attesa.

LINK ALLA MASTERCLASS A DISTANZA

L’evento è trasmesso in live streaming e sono disponibili ticket per la partecipazione online con ricezione del kit di degustazione all’indirizzo desiderato (in Italia).

#fermento20 #fermentomilano #fermentoivedizione #fisarmilano

Remo de Fabritiis

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: